Giuseppe Micheli e l’Alleanza Familiare
per i dispersi e i prigionieri in Russia

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La campagna di Russia è tra i fronti più studiati della Seconda guerra mondiale. La storiografia e la memorialistica hanno affrontato gli eventi della “guerra di Russia” a più riprese, secondo una prospettiva di volta in volta militare, autobiografica, oppure politico-diplomatica.
Non molto si sa delle associazioni sorte già nel corso del conflitto che, animate anche in alcuni casi da personalità del mondo culturale e politico, agirono per accertare la morte o la prigionia dei soldati italiani, per alleviare le loro condizioni morali e materiali, per far conoscere la sorte dei sopravvissuti all’opinione pubblica.
L’«Alleanza Familiare per i prigionieri e i dispersi in Russia» fu la prima di queste associazioni. Attraverso la rassegna dei documenti inediti e del vasto carteggio pubblico e privato del suo fondatore e dei suoi animatori è possibile conoscere i momenti della sua nascita, l’avvio dei contatti in favore dei prigionieri italiani in Unione Sovietica, la sua azione presso i principali interlocutori sovietici, il mondo politico nazionale e i rappresentanti del Partito Comunista Italiano.
Lo studio descrive i rapporti con L’Alto Commissariato per i prigionieri di guerra e la Croce Rossa. Alcune parti dello studio sono dedicate all’illustrazione del dispiegamento della Divisione “Tridentina” e al racconto diretto dei protagonisti, prima della cattura.



Eugenio Negro, docente del Liceo delle Scienze Umane Albertina Sanvitale, ha concluso il suo intervento del 27 novembre 2023 sui dispersi e i prigionieri in Russia con la proiezione di diverse immagini a testimonianza degli episodi più salienti della guerra in Russia, prima e dopo il 1943.
Abbiamo visto foto di prigionieri italiani e sovietici, volti emaciati e disillusi di soldati, reduci allo sbando che camminavano faticosamente.
Negro ci ha ricordato il libro di Mario Rigoni Stern Il sergente nella neve Ricordi della ritirata di Russia. Nel 1942 il plotone dello scrittore venne lasciato di retroguardia: 70 uomini dovevano ingannare l’esercito nemico, fargli credere che sul fronte ci fosse un intero Reggimento per permettere a questi di mettersi in salvo così, più tardi, in una intervista Rigoni Stern ebbe modo di dire che “il momento più importante della sua vita non fu quello dei premi o dei riconoscimenti, ma quello in cui riuscì a ricongiungersi con il suo battaglione portando indietro tutti e 70 i suoi soldati”.
Alla fine, dopo un caloroso applauso, al relatore sono state rivolte domande dai presenti, che ancora hanno ricordi personali sui “dispersi” e sull’angoscia dei familiari. Molti hanno chiesto di chiarire episodi, date e numeri della ritirata e dei morti.
La foto dell’edicola tappezzata di biglietti, spesso accompagnati da foto di giovani alpini, per avere notizie dei militari scomparsi ha lasciato in tutti un segno lacerante, così come il numero dei 70.000 che non sono più tornati.
Qualcuno ha voluto ricordare le due terribili e inutili guerre di oggi che portano, come allora, solo morte, distruzione e dolore.

Lori Carpi



Galleria d’immagini della conferenza del 27 novembre 2023

ll Comitato della Dante di Parma ringrazia di tutto cuore la Socia Nathalie G. del Comitato locale per le fotografie della conferenza del 27 novembre 2023 sul tema “Giuseppe Micheli e l’Alleanza Familiare per i dispersi e i prigionieri in Russia”.

ultimo aggiornamento della pagina: 28 novembre 2023