Nella chiesa di Santa Giustina

La Gazzetta di Parma dell’11 dicembre 2025 presenta a pagina 17 l’iniziativa del Natale solidale della Dante Alighieri cittadina
I soci della Dante Alighieri si sono ritrovati giovedì 11 dicembre nel pomeriggio, nella chiesa di Santa Cristina per celebrare, come ogni anno, il “Natale Solidale” con musica, parole, pacchi alimentari e offerte per i bisognosi della parrocchia.
Filo conduttore dell’incontro il tema della SPERANZA, sviluppato con letture di poesie e di brevi testi in prosa da parte di numerose socie; con musica e canti eseguiti da due giovani chitarristi, Marco ed Enrico, e da Giovanni Campanini, che ha intonato Quanno nascette Ninno.
In apertura sono risuonate le note e le parole di Blowin’ in the wind:
How many roads must a man walk down
Before you call him a man?
Quante strade deve percorrere un uomo
prima di essere chiamato uomo?
E quanti mari deve superare una colomba bianca
prima che si addormenti sulla spiaggia?
E per quanto tempo dovranno volare le palle di cannone
prima che vengano bandite per sempre?
la risposta, amico mio, se ne va nel vento,
la risposta soffia nel vento
Il ritornello lascia la speranza che soffiare nel vento possa portare ad una risposta che c’è, anche se è difficile da afferrare.
Hanno preso, quindi, la parola il presidente Angelo Peticca e il parroco Dan Renzo Bertoli, che hanno ricordato che anche Dante è profeta di speranza: la Divina Commedia è un viaggio interiore dalla selva oscura (il peccato) alla visione di Dio.
Inferno Canto III
Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate”.
Queste parole di colore oscuro
vid’io scritte al sommo d’una porta;
per ch’io: «Maestro, il senso lor m’è duro».
Purgatorio Canto XXI
Sì mi diè, dimandando, per la cruna
del mio disio, che pur con la speranza
si fece la mia sete men digiuna.
Paradiso Canto XXIV
“…fede è sustanza di cose sperate
e argomento de le non parventi;
e questa pare a me sua quiditate”…
“…e credo in tre persone etterne, e queste
credo una essenza sì una e sì trina,
che soffera congiunto ‘sono’ ed ‘este’…”
Maria è madre della Speranza perché ha generato Cristo, la Speranza dell’umanità.
Il suo sì all’Annunciazione, pieno di fede e ascolto, sia per noi modello di fiducia in Dio nei momenti di buio e sofferenza e ci guidi nell’attesa della salvezza e della gioia futura.
Il poeta spagnolo Antonio Machado vede la speranza come una forza interiore a volte fragile ma persistente:
Dice la speranza: un giorno
la vedrai se sai aspettare.
E lo scoramento: lei
non è che la tua amarezza.
Ma tu batti cuore… Tutto
non l’ha inghiottito la terra.
Per il poeta cileno Pablo Neruda, la speranza è una forza vitale e resistente che lotta contro tutte le avversità, sostenuta dall’amore e dalla natura:
Ti saluto, Speranza, tu che vieni da lontano
inonda col tuo canto i tristi cuori.
Tu che dai nuove ali ai sogni vecchi.
Tu che riempi l’anima di bianche illusioni.
Ti saluto, Speranza, forgerai i sogni
in quelle deserte, disilluse vite
in cui fuggì la possibilità di un futuro sorridente,
ed in quelle che sanguinano le recenti ferite.
Al tuo soffio divino fuggiranno i dolori
quale timido stormo sprovvisto di nido,
ed un’aurora radiante coi suoi bei colori
annuncerà alle anime che l’amore è venuto.
Viviamo in un periodo storico difficile e complesso in cui pessimismo, disorientamento e indifferenza sembrano aver cancellato, oscurato la speranza in una futura società più dialogante e con l’aspirazione di farsi comunità.
“Per arrivare all’alba non c’è altra via che la notte” Khalil Gibran
“Anche la notte più buia finirà e il sole sorgerà” Victor Hugo.
Facciamo nostra questa speranza!
L’incontro si è concluso sulle note di Leonard Cohen:
Alleluja
Ho sentito di un accordo segreto
Suonato da David e gradito al Signore
Ma a te della musica non importa poi molto, vero?
Beh, fa così:
Il quarto, il quinto
Il minore scende, il maggiore sale
Il re perplesso compone l’Alleluja
Alleluja
Marisa Dragonetti
ultimo aggiornamento della pagina: 19 dicembre 2025
