conferenza a cura di don Simone Caleffi

Il “Lunedì della Dante” con la conferenza di don Simone Caleffi dedicata alle tre religioni monoteiste è preannunciato a pagina 17 della Gazzetta di Parma del 26 aprile 2026

A pagina 14 del 27 aprile 2026 la Gazzetta di Parma richiama nuovamente la conferenza di don Simone Caleffi per i «Lunedì della Dante» dello stesso giorno
Luciana Beghè ha eseguito le fotografie della conferenza del 27 aprile 2026.
Per i «Lunedì della Dante» il 27 aprile 2026 la Società Dante Alighieri ha ospitato don Simone Caleffi, insegnante di Teologia Dogmatica, Teologia Morale, membro dell’Osservatorio di Mariologia della Pontificia Accademia Mariana, redattore dell’Osservatore Romano e autore di numerose pubblicazioni.
Argomento dell’incontro “Le tre religioni monoteiste”
Don Caleffi ha introdotto la sua conferenza sottolineando come la Storia e il contesto geografico abbiano contribuito alla formazione del pensiero religioso e come la religione abbia fortemente determinato la Storia.
Cristianesimo e Ebraismo hanno radici comuni. Gesù e i discepoli erano ebrei, la loro vita quotidiana era scandita dalla tradizione ebraica e dalla frequentazione della sinagoga.
San Giovanni Paolo II definisce gli ebrei “fratelli maggiori” e Benedetto XVI “padri nella fede”.
Le Sacre Scritture sono considerate da entrambe le religioni “Parole di Dio, Rivelazione e Storia della salvezza”.
Diversa è la considerazione della figura di Gesù. I cristiani riconoscono in lui il Messia venuto tra gli uomini per annunciare il Regno dei Cieli, morto in croce per la salvezza dell’umanità; mentre gli ebrei considerano Gesù un profeta, un predicatore, non figlio di Dio e sono ancora in attesa del Messia. Messia che nel Discorso della montagna annuncia i principi etici e spirituali della fede cristiana, parole rivoluzionarie per il momento storico di allora e ancora quello di oggi. Dio è misericordioso e porta amore verso il prossimo, perdono e compassione per gli ultimi.
Nostra Aetate è la Dichiarazione del Concilio Vaticano II (1965) sui rapporti tra chiesa cattolica e le religioni non cristiane. Svolta storica che promuove dialogo, collaborazione e riconciliazione con l’Ebraismo, l’Islam e le altre fedi, condannando l’antisemitismo, negando la responsabilità collettiva del popolo ebraico per la morte di Cristo. Viene espresso rispetto per i musulmani e si invita a dimenticare le ostilità del passato per lavorare insieme per la giustizia e la pace, in quanto cristiani e musulmani sono figli di un unico Dio.
Dal Corano, 46: Non dialogate se non nella maniera migliore con la gente della Scrittura, eccetto quelli di loro che sono ingiusti. Dite [loro]: «Crediamo in quello che è stato fatto scendere su di noi e in quello che è stato fatto scendere su di voi, il nostro Dio e il vostro sono lo stesso Dio ed è a Lui che ci sottomettiamo».
Ma la riconciliazione è una sfida sempre più difficile nella società multiculturale odierna, in cui l’ALTRO è spesso considerato una minaccia alla nostra identità ponendoci a priori in un atteggiamento difensivo e non di comprensione.
Caleffi cita Martin Luther King (1963):- Ho un sogno, che un giorno sulle rosse colline della Georgia i figli degli schiavi di un tempo e i figli dei padroni degli schiavi di un tempo si siederanno l’uno accanto all’altro, insieme, al tavolo della fratellanza. Ho un sogno, che un giorno anche lo stato del Mississippi, oggi soffocato dal manto bruciante dell’oppressione, si trasformerà in un’oasi di pace e giustizia. Ho un sogno. Che i miei quattro bambini vivano un giorno in una nazione dove non saranno giudicati per il colore della pelle per chi sono nel cuore.
Fratellanza, concetto cardine della Dichiarazione del 4 febbraio 2019, ad Abu Dhabi, dove papa Francesco e il Grande Imam di Al-Azhar, Ahmad al-Tayyib, hanno firmato lo storico “Documento sulla Fratellanza Umana per la Pace Mondiale e la Convivenza Comune”. Questo atto solenne promuove il dialogo interreligioso, la pace e la fratellanza, condannando fermamente la violenza e il terrorismo. Questo documento è fonte di ispirazione della lettera Enciclica “Fratelli Tutti” in cui papa Francesco ribadisce l’appello ad una fraternità aperta che porta a riconoscere ed apprezzare ogni persona senza distinzione di status sociale o di “razza” e con la consapevolezza della necessità di un impegno comune prendendo coscienza che in un mondo globalizzato e interconnesso ci si può salvare solo insieme.
Potente esempio di convivenza fraterna è il testamento spirituale di Padre Christian DE Cherge’:- Se mi capitasse un giorno – e potrebbe essere oggi – di essere vittima del terrorismo che sembra voler coinvolgere ora tutti gli stranieri che vivono in Algeria, vorrei che la mia comunità, la mia Chiesa, la mia famiglia, si ricordassero che la mia vita era “donata” a Dio e a questo Paese.
Che essi accettassero che l’unico Signore di ogni vita non potrebbe essere estraneo a questa dipartita brutale.
Che pregassero per me: come essere trovato degno di una tale offerta?
Che sapessero associare questa morte a tante altre ugualmente violente, lasciate nell’indifferenza dell’anonimato.
Don Caleffi ha posto al centro del suo intervento la fratellanza e la dignità di ogni essere umano, creato ad immagine di Dio, la sfida è passare da chi consideriamo altro da noi a nostro fratello tentando di comporre una sorta di sinfonia con strumenti diversi che insieme creano armonia.
Marisa Dragonetti
ultimo aggiornamento della pagina: 13 maggio 2026
