conferenza a cura di Lorena Mussini
Nell’ambito delle conferenze dei “Lunedì della Dante” il prossimo 11 maggio sarà ospite dell’Associazione culturale Lorena Mussini, già dirigente scolastica del nostro territorio ed affezionata amica della Dante cittadina.
La relatrice, che ha svolto la sua attività professionale anche presso l’Ufficio Scolastico Regionale di Bologna ed in altre città dell’Emilia Romagna, tra l’altro quale coordinatrice di formazione docenti e di progetti didattici sperimentali, esperta di storia contemporanea e di integrazione alunni con disabilità, tratterà una tematica dall’aspetto umano e professionale straordinario “Le sorelle Fontana: un sogno cucito a mano”.
La conferenza sarà ingentilita dal sax contralto di Giuseppe Salucci, allievo del maestro Mario Giavanelli, del Conservatorio di musica “Arrigo Boito” e si svolgerà, come al solito, presso l’ISREC di Parma, in vicolo delle Asse, 5, dalle ore 16,00 alle ore 18,00.
L’evento culturale tratteggia l’avventura imprenditoriale e umana delle tre sorelle Fontana che, da Traversetolo, si trasferiscono nel 1938 a Roma, inseguendo un sogno: quello di poter aprire una maison di alta moda nella capitale. Dopo anni di duri sacrifici, tante difficoltà e molte rinunce, dovute anche al periodo terribile della seconda guerra mondiale che, proprio a Roma si declina in pagine drammatiche per la popolazione civile sotto l’occupazione nazi-fascista, coronano finalmente il loro sogno con un atelier vicino a Piazza di Spagna frequentato dai più bei nomi dell’alta società romana negli anni della ricostruzione civile, economica e sociale del Paese. Saranno, però, gli anni del boom economico e della straordinaria stagione del cinema neorealista a Roma a far decollare la loro fama e trasformarle nel punto di riferimento dell’Alta Moda in Italia e in tutto il mondo, specie negli USA, grazie al favore di tante attrici americane come Linda Christian Power, Liz Taylor, Ava Gardner, Audrey Hepburn, Grace Kelly e a molte donne famose della nobiltà e aristocrazia romana ed europea o consorti di presidenti, come Jackie Kenendy, Soraya, Maria Pia di Savoia etc.
Saranno le Sorelle Fontana a portare il Made in Italy nel mondo e a inventare il pret à porter dedicato a tutte le donne. Una vicenda umana e professionale eccezionale, basata sulla tenacia del lavoro, sull’estro creativo e soprattutto su un legame fra sorelle intessuto delle trame sottili, ma tenaci, dell’affetto e della solidarietà. Una meravigliosa tela di sogni colorati metropolitani e salde radici contadine della nostra bella terra emiliana.

A pagina 16 del numero del 10 maggio 2026 la Gazzetta di Parma preannuncia la conferenza di Lorena Mussini nell’ambito dei «Lunedì della Dante» sul successo imprenditoriale e umano delle tre Sorelle Fontana
La Gazzetta di Parma dell’11 maggio 2026 a pagina 15 ritorna sulla conferenza di Lorena Mussini sulle Sorelle Fontana

Ulteriore richiamo a pagina 16 della Gazzetta di Parma dell’11 maggio 2026 alla conferenza dei «Lunedì della Dante» affidata a Lorena Mussini sul tema delle Sorelle Fontana
Siamo grati a Luciana Beghè e Italo Comelli per le fotografie della conferenza dell’11 maggio 2026.
C’è un significato profondo che l’arte del tessere e del cucire riveste per le comunità e la vita famigliare e sociale. Si tratta di un archetipo potente collegato strettamente alla figura femminile, all’arte del prendersi cura del nucleo famigliare cucendo, filando, tessendo, rammendando.
Come la tela di Penelope, celebre stratagemma, narrato nell’Odissea, ideato da Penelope per non arrivare a nuove nozze, stante la prolungata assenza da Itaca del marito Ulisse. Il mito di Arianna è un altro esempio chiave dell’arte tessile femminile che aiuta l’eroe (Teseo) a uscire dal labirinto del Minotauro. In generale, nell’antica Grecia, la tessitura era vista come un’attività sacra e nobile, prettamente femminile, che rifletteva l’ordine domestico e cosmico. Moire è il nome dato alle figlie di Zeus e di Ananke. Nella mitologia greca arcaica «le tre Moire» le tessitrici della vita, decidevano, al momento della nascita, il destino assegnato a ogni persona. Neppure gli dei potevano modificarlo. Cloto reggeva il filo dei giorni per la tela della vita, Làchesi dispensava la sorte avvolgendo al fuso il filo che a ciascuno era assegnato e infine Atropo, l’inesorabile, che lo tagliava con le forbici quando giungeva il momento di arrestare la vita, attribuendo il principio e la fine del tempo della vita, la nascita e la morte.
Tutto ebbe inizio nel Comune di Traversetolo nei primi decenni del ‘900. Le tre sorelle Zoe, Micol e Giovanna, nascono da Amabile e Giovanni. Lei esperta sarta che porta avanti il mestiere sartoriale, seguendo una tradizione familiare iniziata dalla nonna. Il padre è un muratore e la famiglia è modesta pur essendo nota e stimata. La forza e l’originalità di queste tre sorelle è di aver saputo tessere delle solide trame segrete alla base del loro rapporto, trame intessute di affetto, di tenacia, di fedeltà, di solidarietà ad oltranza. Sono diverse fra loro per temperamento, ma anche per estro creativo e capacità imprenditoriale, ma questo legame di sangue, cucito a mano, col coraggio di condividere un sogno a tre si rivelerà la loro arma vincente. Sono una e trina. Decidono, nel 1938, di trasferirsi a Roma, dove lavorano originariamente sotto padrone con grandi sacrifici economici, personali e affettivi. Micol trova lavoro presso la rinomata sartoria Mazzocchi dove, grazie alla sua bravura, alla straordinaria precisione nel confezionare i capi e soprattutto la sua capacità di lavorare lunghe ore in modo costante si conquista la stima e la fiducia di tutti. Qui conosce la principessa Caetani che ha un ruolo determinante nello spingere le tre sorelle ad aprire una atelier da sole e a firmare i loro capi.
Durante la seconda guerra mondiale, fondano una maison, inizialmente specializzata in abiti di alta moda, dunque il sogno diventa realtà. La loro prima cliente importante è Gioia Marconi, figlia di Guglielmo Marconi. Nel 1943 la prima importante svolta è l’apertura di un loro atelier, in via Liguria a Palazzo Orsini: laboratorio, camerini di prova e salone La loro fama esplode e nel giro di pochi anni nasce il marchio “Sorelle Fontana”. Arrivano poi le principesse Torlonia, Colonna, Galitzine, che diventano le ambasciatrici del loro stile. Alla realizzazione del progetto partecipano anche i loro genitori, che, ormai anziani, chiusa la sartoria di Traversetolo, si trasferirono in una casa di campagna nei pressi di Roma. Durante l’occupazione tedesca, Amabile e il marito sono di grande aiuto alle figlie: grazie al loro orto fanno fronte alla penuria di cibo e sfruttano i prodotti ortofrutticoli come merce di scambio per l’acquisto delle stoffe della sartoria. La fine della guerra decreta l’inizio del vero successo per le tre sorelle. In questo ambito, insieme al tradizionale ambiente alto-borghese, un ruolo importante lo riveste il mondo del cinema che, a Roma, vive la fortunata stagione del neorealismo, ma anche di colossal storici come Cleopatra e film sull’antica Roma. C’è l’esplosione di Cinecittà, che comporta la massiccia presenza dei registi e dei divi americani. Ma la prima svolta avviene nel 1949 quando viene richiesto, dall’attrice americana Linda Christian, di farsi confezionare l’abito da sposa, in occasione delle sue nozze a Roma con l’attore Tyrone Power. Le nozze, celebrate il 27 gennaio del 1949 nella Chiesa di Santa Francesca Romana, hanno una risonanza planetaria che influenzerà anche altre spose famose e celebri. Da questo momento la sartoria punta sul mercato americano: Micol Fontana inizia in questi anni una lunga corrispondenza oltreoceano segnata da una serie di viaggi negli States. La risonanza di questo evento mediatico internazionale contribuirà ad aprire la strada alle sorelle Fontana anche verso il mercato del cinema, soprattutto quello americano di Hollywood.
Le tre stiliste vestono con le loro creazioni varie attrici tra cui Gina Lollobrigida, Sophia Loren, Liz Taylor, Audrey Hepburn, Barbara Stanwyck, Grace Kelly, Jacqueline Kennedy Onassis, Joan Collins, Ursula Andress, Soraya e Ava Gardner, ne La contessa scalza. Nonché first lady quali Truman, Kennedy, Eisenhower. Sono le costumiste di Anita Eckberg nel film La dolce vita e delle assistenti di volo Alitalia.
Nel 1955 viene inaugurata a Roma la prima boutique. Nel 1958 la sartoria si trasferisce a piazza di Spagna. Dal 1960, su richiesta dei grandi magazzini americani, si sviluppa la produzione del pret-a porter che consente di ampliare notevolmente la base di vendita, senza rinunciare alla qualità degli abiti di alta moda. Il prestigio della Maison conquista anche uno dei luoghi più belli di Roma. Ed in quell’angolo con Piazza di Spagna, le sorelle ormai consacrate signore della moda, ricevono nel loro “salotto” nomi del jet set internazionale. “Ci resta il cuore attaccato agli abiti” confessa Micol. Il segreto del loro successo è tutto in queste parole, la passione e il talento di tre donne che hanno cambiato la moda.
Le creazioni per le aziende
Diverse aziende e gruppi internazionali si sono affidati all’atelier romano per il disegno di uniformi, tute e divise. Tra queste, la neonata Alitalia nel 1947, la BNL, alcune sedi europee dell’ONU e la Fina italiana nel 1998. Un loro capo si trova infatti al Metropolitan Museum of Art di New York, a pochi passi da Central Park. Un altro ancora si trova al Guggenheim, sempre nella Grande Mela. E parlando di moda, non poteva mancare un loro abito anche al Louvre di Parigi… senza considerare le mostre tenute a Castel Sant’Angelo e presso i Musei Capitolini a Roma. ha avuto nella rinascita della Moda Italiana e per la lunga dedizione all’insegnamento e promozione della moda nel mondo».Nel 1994 viene istituita la Fondazione Fontana da Micol e Giovanna con lo scopo della Tutela del Patrimonio Alta Moda e promuovono corsi di formazione per giovani stilisti. Il Centro Archivio di Parma conserva un fondo dedicato all’Atelier delle Sorelle Fontana consistente il 6591 pezzi tra figurini, schizzi e disegni, interamente consultabile.
Lorena Mussini
ultimo aggiornamento della pagina: 15 maggio 2026
