Con interventi di Italo Comelli e Kumusc Imanalieva

La Gazzetta di Parma del 13 settembre 2026 annuncia a pagina 14 l’evento «La musica è vita» promosso dal Comitato cittadino della Società Dante Alighieri per lunedì 21 settembre dalle 16 alle 18 all’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età contemporanea
Per le immagini della conferenza del 21 settembre 2026 siamo grati a Nathalie Giaffreda e al signor Meli.
La Dante Alighieri ha celebrato lunedì 21 settembre 2026 la Giornata Mondiale della Musica della Pace con un incontro dal tema “La Musica è Vita”.
Relatori Italo Comelli, storico ed esperto di Dante, e Kumusc Imanalieva, musicologa del Conservatorio di Parma.
Le parole dei relatori accompagnano la prestazione di due giovani musicisti, Giuseppe Meli (violino) Alessandro Luci (chitarra) che eseguono composizioni di Niccolò Paganini, Pablo di Sarasate e Astor Piazzolla e precisamente:
1. Niccolò Paganini: Sonata n. 1 del Centone (durata 7:30);
2. Pablo de Sarasate: Romanza Andaluza (5);
3. Niccolò Paganini: Cantabile (4);
4. Pablo de Sarasate: Zingaresca (9);
5. Niccolò Paganini:Sonata Concertata (Allegro spiritoso, Adagio assai espressivo) (7);
6. Astor Piazzolla: Histoire du Tango (Cafe’ 1930) (5).
Imanalieva dapprima spiega che il concetto di sezione aurea (rapporto matematico di circa 1,618, indicato con la lettera greca φ (phi), che esprime un canone di armonia ed equilibrio estetico) che compare in natura ed è stato usato da artisti ed architetti per creare opere armoniose e bilanciate, può manifestarsi anche in musica; quindi commenta i brani eseguiti.
Comelli prende la parola e racconta che Dante visse in un periodo di conflitti, combatté per Firenze a Campaldino, partecipò alla vita politica del suo Comune e fu condannato all’esilio. Nel suo errare fu costruttore di pace, per esempio, in Lunigiana tra i Marchesi Malaspina e il Vescovo-Conte di Luni 1306. Dante espose il suo pensiero politico nel De Monarchia; per garantire pace universale e giustizia è indispensabile una autorità sovranazionale, l’imperatore detentore del potere temporale indipendente da quello spirituale del papa. La Commedia è un viaggio verso la pace.
La musica nella Divina Commedia muta lungo il viaggio ultraterreno.
L’Inferno è assenza di concordia, le tre fiere rappresentano i vizi capitali e gli ostacoli morali che impediscono all’uomo di raggiungere la pace interiore.
Nell’Inferno lamenti, rumori e imprecazione dei dannati, tutto indica “antimusicalità”:
“Diverse lingue, orribili favelle,
parole di dolore, accenti d’ira,
voci alte e fioche, e suon di man con elle” Inferno Canto III, vv 25/27
Nel Purgatorio, invece, regnano la speranza e il distacco dalle passioni umane:
“Beati i pacifici, che son sanz’ira mala!” Purgatorio Canto XVII, verso 69.
Qui, dove dominano i salmi cantati all’unisono dalle anime, la musica risuona in tutta la cantica assumendo un valore di rinnovamento e redenzione:
“In exitu Israel de Aegypto
cantavan tutti insieme ad una voce
con quanto di quel salmo è poscia scripto.” Purgatorio, Canto II, vv 46/ 48
Nel Paradiso la vera riconciliazione dell’uomo si compie nell’abbandono totale alla volontà divina:
“E ‘n la sua volontade è nostra pace” Paradiso Canto III, verso 85.
“Nel ventre tuo si raccese l’amore,
per lo cui caldo ne l’etterna pace
così è germinato questo fiore. Paradiso Canto XXXIII, vv 6/9
Il Paradiso è il regno della polifonia, dell’armonia, della musica divina, suoni melodiosi ma potenti tanto che Dante ne rimane inebriato:
“’Al Padre, al Figlio, a lo Spirito Santo’,
cominciò, ’gloria!’, tutto ’l paradiso,
sì che m’inebrïava il dolce canto”. Paradiso Canto XXVII, vv 1/3
La musica di Paganini, di Sarasate, di Piazzolla e i versi di Dante hanno sicuramente suscitato sensazioni, emozioni molteplici e contrastanti come la vita ci riserva ogni giorno; lo scopo dell’arte non è solo la ricerca della bellezza, ma anche l’esplorazione della complessità dell’esistenza.
Marisa Dragonetti
ultimo aggiornamento della pagina: 30 settembre 2026
