Terra chiama luna

Relatrice: Lara Albanese

Non giurare sulla luna, l’incostante luna che si trasforma ogni mese nella sua sfera, per paura che anche il tuo amore si dimostri, come la stessa luna, mutevole.
(Shakespeare, Romeo e Giulietta)

Il pomeriggio del 9 dicembre 2019 si apre con un dialogo molto affettuoso ed ironico tra il prof. Francesco Soncini e Lara Albanese, sua alunna intelligentissima e fuori dagli schemi, alla scuola Media.

L’astrofisica, autrice, tra l’altro, di numerosi libri di divulgazione scientifica rivolti ai bambini, passa quindi a parlare del cielo, che per un verso è molto rassicurante in quanto la posizione delle stelle cambia in circa cento anni, mentre dall’altro inquieta perché luna e pianeti si muovono assai vistosamente. Gli antichi ne erano sgomenti e li studiavano, in particolare scrutavano il nostro satellite per carpirne i segreti, come testimonia il disco di Nebra (Germania) del 2000 a.C., età del bronzo, una delle più antiche rappresentazioni del cielo. Questo è un importantissimo reperto archeologico che racchiude i simboli di un tema profondamente religioso come il sole e la luna.

Anche le fasi lunari sono state fonte di perplessità e oggetto di studi e di ricerca. Esse, invero, descrivono il diverso aspetto che la Luna mostra verso la Terra durante il suo moto, causate a loro volta dal suo diverso orientamento rispetto al Sole. Queste si ripetono in un intervallo di tempo detto “mese sinodico”, pari a circa 29 giorni. Per rendere più chiaro il concetto la relatrice ne dà dimostrazione utilizzando una sfera metà bianca e metà nera.

In seguito ci ricorda che sulla terra si vede sempre la stessa faccia della luna (a causa dei moti che compiono i due astri) e ci informa che le due facce lunari hanno caratteristiche molto diverse. Quella nascosta non presenta mari né zone oscure, ha poche pianure e piccoli crateri, è rivestita da una crosta rocciosa di 70 km di spessore contro i 40 dell’altra.

Fra gli scienziati che hanno studiato a fondo il cielo, Lara Albanese cita Galileo Galilei che con l’uso del telescopio aveva rilevato le uguaglianze tra la luna e la terra e che, con un semplice retino, era riuscito a disegnare carte molto precise.

Ma la luna non ha interessato solo gli scienziati, ha ispirato da sempre artisti, agricoltori e innamorati che vi hanno cercato ispirazione, indicazioni per il loro lavoro, conforto per le gioie o le pene d’amore.

La luna a differenza delle stelle ha influenza sulla terra: le maree sentono sicuramente i suoi influssi. Meno scientifiche le credenze popolari secondo le quali si devono seguire le sue fasi per seminare e imbottigliare o per tagliarsi i capelli.

Anche le donne incinte guardano alla luna piena per stabilire la data della nascita del figlio che portano in grembo.

La relatrice passa poi ad elencarci i numerosi viaggi compiuti nello spazio, prima frutto della fantasia di scrittori e registi, poi viaggi reali nati dalla capacità scientifica e dalla determinazione dell’uomo, in un crescendo di emulazione tra superpotenze. Sonde, razzi, missili, satelliti, senza viaggiatori, poi con animali e infine con l’uomo a bordo.

Si sofferma sul lancio dell’Apollo 11, esattamente 50 anni fa, che andò a buon fine nonostante “piccoli” incidenti; parla diffusamente di Michael Collins, l’astronauta che non mise piede sulla luna ma che fu essenziale per il lieto fine dell’impresa e riportò a casa Neil Armstrong, la prima persona a calpestare il suolo lunare il 20 luglio 1969 insieme col pilota del modulo lunare, Buzz Aldrin. L’evento, seguito da più di 500 milioni di persone in tutto il mondo, tranne in Cina, ha segnato profondamente il secolo XX.

A conclusione Lara Albanese dice che ora della luna sappiamo tutto, abbiamo 350 kg di materiali da studiare e una stazione spaziale internazionale orbitante dove alcuni uomini studiano l’assenza di gravità e prossimamente la luna sarà il trampolino di lancio per arrivare su Marte, di cui conosciamo già molte caratteristiche: poli, montagne, temperatura, presenza di metano e di acqua ghiacciati.

Ma forse l’aspetto della luna che ci piace di più è quello cantato dai poeti, come Charles Baudelaire in Tristezza della luna:

Questa sera la luna sogna più languidamente;
come una bella donna che su tanti cuscini
con mano distratta e leggera
prima d’addormirsi carezza il contorno dei seni,
e sul dorso lucido di molli valanghe morente,
si abbandona
a lunghi smarrimenti,
girando gli occhi sulle visioni
bianche che salgono nell’azzurro come fiori in boccio.
Quando,
nel suo languore ozioso,
ella lascia cadere su questa
terra una lagrima furtiva, un pio poeta,
odiatore del sonno,
accoglie nel cavo della mano questa pallida lagrima
dai riflessi iridati come un frammento d’opale,
e la nasconde
nel suo cuore agli sguardi del sole.

L. C.

ultimo aggiornamento della pagina: 10 gennaio 2020

 

 

 

 

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